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Le sfide ai tempi della guida automatizzata

nov 2020

Il Fattore Umano

Nei dibattiti sociali e professionali occupano attualmente un grande spazio le possibili forme e i possibili contesti della guida automatizzata. Gli esperti, tuttavia, sono ancora ampiamente discordi sui tempi dei diversi passaggi fino all’automatizzazione anche del traffico veicolare privato. Mentre le previsioni progressiste ipotizzano che nel 2050 già oltre il 40% di tutti i veicoli sarà altamente automatizzato e alcuni circoleranno in maniera completamente autonoma, le valutazioni più conservative stimano una quota del 30%. Secondo uno studio di Prognos AG, solo una quota minima di tale percentuale sarà già un reale “traffico da porta a porta” senza alcun intervento del conducente umano. Con un orizzonte temporale imprevedibile dall’odierno punto di vista si prevedono trasporti combinati con veicoli di diversi livelli tecnologici e infrastrutture a diversi livelli di sviluppo. In tale struttura stradale, i conducenti di veicoli a due ruote continueranno a circolare come utenti della strada con pari diritti.

In una recente pubblicazione, Zwicker, L. et al. (2019) si occupano della comunicazione tra veicoli automatizzati e altri utenti della strada. Questo contributo fa luce sulle diverse forme di comunicazione sullo sfondo della progressiva automatizzazione. Una questione importante in questo contesto è se la progettazione dei veicoli automatizzati debba orientarsi ai mezzi di comunicazione affermatisi finora o se piuttosto siano possibili altri canali più univoci. Per esempio, vale la pena di chiedersi se un’auto a guida automatizzata possa riconoscere mezzi di comunicazione informali, non basati su alcuna tecnologia (come per es. gesti della mano o contatto visivo), oppure se sia necessario garantire che anche le intenzioni dei ciclisti vengano segnalate attraverso un canale tecnologico al fine di essere comprese in maniera univoca.

In generale, appare evidente che la comunicazione nel traffico stradale risulta particolarmente efficace quando non viene trasmessa solo l’informazione su uno stato (il pedone/ciclista viene rilevato dall’automobilista / dal veicolo automatizzato), ma anche sull’intenzione (il pedone/ciclista attraverserà la strada), visto che i messaggi di stato possono essere più facilmente fraintesi. La corretta interpretazione di un messaggio dipende fra l’altro dal flusso del traffico, dal clima sulla strada, dalla riconoscibilità degli utenti della strada, così come dall’univocità e dalla comprensibilità dei segnali. In questo contesto sono necessarie ulteriori ricerche, visto che anche nell’epoca della guida automatizzata dovranno essere assicurati modelli di comunicazione sicuri tra mezzi motorizzati e utenti di veicoli a due ruote.

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