Notevole limitazione delle prestazioni dovuta alla stanchezza

apr 2018

notizie e azioni

La stanchezza o la sonnolenza, definita anche “stanchezza legata al sonno”, rappresentano da sempre un grande pericolo per la circolazione stradale. I dati di cui disponiamo spesso non consentono di descrivere adeguatamente questo rischio. Per rilevare la stanchezza non esistono test o analisi del sangue che possano essere eseguiti dalla polizia, come avviene invece in caso di sospetto consumo di alcol o sostanze stupefacenti. La fatica è spesso sottovalutata come causa di incidenti nelle statistiche, per questo è possibile che i casi non segnalati siano molto numerosi.

La stanchezza e la sonnolenza influiscono in modo determinante sulle prestazioni del conducente. “La stanchezza riduce notevolmente l’attenzione, la concentrazione e i tempi di reazione e porta a valutazioni errate della velocità o della distanza”, afferma la psicologa del traffico Dr. Karin Müller di DEKRA Automobil GmbH. Un ulteriore rischio, quando un conducente stanco si mette alla guida di veicoli a motore, è costituito dal cosiddetto “micro-sonno”, che può verificarsi soprattutto durante viaggi monotoni, a lunga percorrenza. In pochi secondi un veicolo, in base alla velocità, può percorrere diversi metri. In questo breve intervallo di tempo il pericolo non è solo che il conducente addormentato perda il controllo del suo veicolo ed esca di strada: per qualche istante non è neppure in grado di percepire e prestare attenzione gli altri utenti della strada.

La stanchezza ha molte cause diverse. Tra queste, la carenza di sonno a seguito di circostanze esterne, il lavoro a turni, l’assunzione di farmaci o l’abuso di alcol o droghe. Chi lavora a turni spesso si ritrova a combattere con la stanchezza e la sonnolenza. Un’altra causa della sonnolenza diurna sono i disturbi del sonno e i disturbi della respirazione durante il sonno, come l’apnea notturna. “Se a una persona è stata diagnosticata una forma di disturbo del sonno, è importante che i medici curanti diano indicazioni relative ad una possibile riduzione della capacità di guidare veicoli a motore”, continua Karin Müller.

L’obiettivo principale è quello di evitare il più possibile uno stato di stanchezza quando si è alla guida di veicoli a motore. Prima di iniziare un viaggio è quindi necessario dormire e riposare a sufficienza. È opportuno inoltre prevedere un sufficiente numero di pause durante il viaggio. L’attività fisica aumenta il tasso di ossigeno nel sangue e nel cervello e quindi aiuta a combattere l’affaticamento. “Se si nota che le palpebre diventano pesanti e che la concentrazione diminuisce è opportuno fermarsi prima possibile. In questi casi, per contrastare il rischio di incidenti dovuti alla stanchezza, è d’aiuto una breve pausa in cui magari fare un pisolino (“power nap”)”, consiglia Karin Müller. Chi assume regolarmente o periodicamente farmaci, inoltre, prima di mettersi alla guida dovrebbe sempre consultare il proprio medico per verificare se l’assunzione del farmaco può causare sonnolenza. Anche l’assunzione di sostanze stupefacenti o di alcol può incidere in maniera negativa sulla prestazione e causare un notevole senso di stanchezza – anche il giorno successivo.

Condividi pagina